INFO PATOLOGIE

Non è sempre facile distinguere un atteggiamento di scoliosi da una scoliosi strutturale. Nei casi conclamati di solito non esistono particolari difficoltà. Esistono però dei casi in cui le caratteristiche di strutturazione sono talmente sfumate da porre problemi diagnostici. Essere in grado di saper distinguere il cosiddetto atteggiamento di scoliosi (meglio definito come deviazione temporanea non strutturata della colonna vertebrale) da una scoliosi strutturale, significa evitare al giovane paziente che presenta un atteggiamento di scoliosi, di portare busti ortopedici assolutamente inutili; significa d’altra parte, iniziare un adeguato trattamento o indirizzare in centri di cura specializzati i pazienti che presentano scoliosi con carattere di strutturazione.

Definizioni
  • Atteggiamento di scoliosi:

Deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale, completamente riducibile in posizione sdraiata, sia clinicamente che radiologicamente.

  • Scoliosi strutturale:

Deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale, non riducibile, o solo parzialmente riducibile, in posizione sdraiata. I corpi vertebrali e i dischi che fanno parte della curva sono deformati nella loro struttura. La deviazione del rachide si accompagna ad una rotazione vertebrale che si manifesta clinicamente con la presenza di un gibbo costale o di una salienza lombare.

Leggendo queste definizioni risultano evidenti alcuni criteri importanti di diagnosi differenziale, come la completa riducibilità della curva in clinostatismo nei casi di atteggiamento di scoliosi e la presenza di una rotazione vertebrale nei casi di scoliosi strutturale. Riteniamo che la rotazione vertebrale con il conseguente gibbo costale / salienza lombare sia un criterio diagnostico di fondamentale importanza, da porre sempre in primo piano ai fini di una diagnosi esatta.

Nella Fig.1a è rappresentato il quadro clinico di un bambino di 8 anni e mezzo con una diversa distanza arto superiore fianco (minore a sinistra e maggiore a destra) quale espressione di una deviazione della colonna vertebrale.

Nella Fig.1b il quadro radiografico senza caratteri di strutturazione: le apofisi spinose sono centrate (non c’è quindi rotazione) e non sono evidenti alterazioni a carico dei dischi e dei corpi vertebrali.

Diverso è invece il quadro radiografico e clinico di una scoliosi strutturale.Nella Fig.2a il quadro clinico di una ragazza di 11 anni mezzo con una diversa distanza arto superiore fianco (minore a destra e maggiore a sinistra) quale espressione di una deviazione della colonna vertebrale.

Nella Fig.2b il quadro radiografico.

Nella Fig.2c si nota la presenza del gibbo costale quale espressione clinica della rotazione vertebrale

Numerose sono le cause degli atteggiamenti di scoliosi; fra le più frequenti ricordiamo: atteggiamento di scoliosi da cause inferiori e atteggiamento di scoliosi senza causa apparente.

Atteggiamento di scoliosi da cause inferiori  

Nel paziente esaminato in piedi, si evidenzia uno squilibrio del bacino a cui si associa una deviazione della colonna vertebrale a convessità omolaterale. La correzione dello squilibrio elimina l'atteggiamento di scoliosi.

Nella Fig.3a è bene evidente come l’accorciamento di un arto inferiore porti allo squilibrio del bacino e quindi ad una deviazione della colonna vertebrale e ad un’asimmetria compensatoria delle spalle.

Fig.3b È sufficiente correggere l’accorciamento con un rialzo adeguato per stabilire una situazione di equilibrio.

Il quadro radiografico con rialzo Fig.3c

Il quadro radiografico senza rialzo Fig.3d

Va sottolineato il fatto che in oltre il 90% dei pazienti in crescita esiste una dismetria degli arti inferiori che determina un atteggiamento di scoliosi e che, fino ad almeno 1 cm., preferiamo non correggere con rialzo, sicuri di non provocare alcun danno alle strutture articolari. Questo per non creare complessi psicologici ai pazienti e in considerazione della frequente risoluzione spontanea di accorciamenti di modesta entità.

Atteggiamento di scoliosi senza causa apparente 

È più frequente nel bambino in età scolare.Si tratta di una deviazione laterale della colonna vertebrale che si accompagna ad un "abitus" astenico (cifo-lordosi).La curva è a largo raggio con asimmetria delle spalle e dei triangoli della taglia. Si può avere l'impressione di una rotazione costale. La deviazione scompare completamente in posizione sdraiata.

Evoluzione degli atteggiamenti di scoliosi 

Gli atteggiamenti di scoliosi non evolvono mai verso una forma strutturale se non in casi eccezionali. La deviazione del rachide regredisce una volta eliminate le cause che l'hanno determinata. Nessun busto ortopedico quindi per gli atteggiamenti di scoliosi. Non esiste una ginnastica specifica per gli atteggiamenti di scoliosi. Dovranno essere eliminate le cause responsabili della deviazione della colonna vertebrale per ristabilire il fisiologico equilibrio del rachide. Negli atteggiamenti di scoliosi senza causa apparente, come abbiamo visto, bisognerà seguire nel tempo i pazienti anche se nella maggior parte dei casi si ristabilirà un corretto equilibrio del tronco senza alcun provvedimento specifico.

Classificazione delle forme di scoliosi 

Riportiamo di seguito la classificazione delle scoliosi:

  • IDIOPATICA:
    • INFANTILE (0-3 ANNI)
      • RESOLVING
      • PROGRESSIVA
    • GIOVANILE (3-10 ANNI)>
    • DELL'ADOLESCENZA (>10 ANNI)
  • SCOLIOSI NEUROMUSCOLARI:
    • NEUROPATICHE
      • I MOTONEURONE
      • II MOTONEURONE
    • MIOPATICHE (DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE)
  • SCOLIOSI CONGENITE
  • SCOLIOSI NEUROFIBROMATOSICHE
  • DISORDINI MESENCHIMALI (MARFAN)
  • MALATTIE REUMATICHE
  • TRAUMA
  • OSTEOCONDRODISTROFIE

Come si può vedere numerose sono le scoliosi, ognuna delle quali presenta caratteristiche particolari. La scoliosi idiopatica è sicuramente la più frequente.

  • SCOLIOSI IDIOPATICA 70%
  • SCOLIOSI CONGENITA 20%
  • ALTRE 10%

Si rimanda ad INFO TERAPIE per quanto riguarda il trattamento della scoliosi idiopatica.

Per ulteriori informazioni consultare la sezione BIBLIOTECA

 

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